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CONFINDUSTRIA: BASTA POLEMICHE LAVORIAMO TUTTI CON RESPONSABILITA'

  26 Marzo 2020

ROMA 25 MARZO 2020

Confindustria ha fin da subito condiviso i fini del dpcm del 22 marzo  scorso,  ossia  garantire  che  in  momento  di  grave  emergenza  come  quello  che stiamo attraversando non manchino alle persone i beni e i servizi essenziali: alimentari e farmaci, forniture e servizi per ospedali. L’Istat  oggi  parla  di  circa  il  56%  delle  imprese  che  dovranno  chiudere,  alle  quali  si aggiungono   tutte   le   altre   che   hanno   già   chiuso   volontariamente   o   ridotto significativamente la propria attività per mancanza di domanda. Pertanto,  pur  non  condividendo  gli  interventi  che  oggi  hanno  rimesso  in  discussione provvedimenti  già  molto  restrittivi  assunti  nei  giorni  scorsi  e,  quindi,  l’esclusione  di alcune produzioni a nostro avviso essenziali per garantire le filiere, diciamo che bisogna mettere da parte polemiche, strumentalizzazioni ed eccessi nel linguaggio, come quelli cui  abbiamo  assistito  nei  giorni  scorsi,  ingenerosi  verso  una  categoria  che  sta responsabilmente  affrontando  assieme  a  tutto  il  Paese  la  peggiore  crisi  sanitaria  ed economica  dal  dopoguerra,  e  lavorare  tutti  nella  medesima  direzione  e  con  senso  di responsabilità. Con la stessa immediatezza con cui si è affrontata la questione delle chiusure occorre rispondere alle preoccupazioni degli imprenditori e dei lavoratori e agire con azioni e soluzioni rapide per permettere alle imprese di riaprire dopo questa difficile fase.In sostanza bisogna fare in modo che dopo la chiusura temporanea e il rallentamento della produzione non ci sia una chiusura definitiva. Questo è il momento della coesione nazionale vera, delle azioni e delle soluzioni e non della ricerca delle colpe; dell’unità nazionale nel linguaggio e nei comportamenti di chi ha davvero a cuore il futuro del Paese e ne sente la responsabilità. È più che mai urgente un intervento massiccio per prevenire l’impatto devastante che questa emergenza produrrà sul sistema economico.Bisogna assicurare alle imprese un rapido e semplice accesso alla cassa integrazione, che non può essere anticipata dalle imprese stesse dovendo queste già fare i conti con il  calo  della  liquidità  conseguente  a  chiusure  e  rallentamenti.  È  necessario,  inoltre, sostenerne  la  liquidità  prevedendo  la  dilazione  delle  scadenze  fiscali  e  contributive  e agire inoltre sulle linee di credito a breve e lunga scadenza, sostenendo le imprese tutte, piccole,  medie  e  grandi,  con  interventi  forti,  coerenti  e  lungimiranti,  a  partire  da  un fondo di garanzia che permetta alle imprese in questa fase di onorare i loro impegni e di uscirne per ripartire e non per chiudere.Siamo di fronte a due guerre, una al virus e una per difendere i fondamentali economici dell’Italia e dell’Europa.Il nostro appello è che si affronti questa emergenza da economia di guerra, facendolo insieme, con la consapevolezza della gravità e con senso diunità nazionale nel rispetto di tutti noi.

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