23-09-2009 Confindustria FEDERORAFI
IN CRESCITA I FENOMENI DI CONCORRENZA SLEALE
La Federorafi plaude alla recente operazione della Guardia di Finanza di Vicenza che nei giorni immediatamente successivi alla Fiera VicenzaOro Choice ha completato l’indagine “Perla Nera” contestando illeciti valutari per milioni di euro da parte di operatori cinesi presenti durante la manifestazione vicentina.
Il Presidente di Federorafi, Antonio Zucchi, nel complimentarsi con gli uomini del Colonnello Antonio Morelli, sottolinea come quest’ultima azione di contrasto “è la conferma di quanto il comparto dei preziosi in Italia sia sistematicamente sottoposto ad attacchi che stanno seriamente compromettendone il futuro”.
Gli illeciti valutari contestati, ma anche eventuali vendite “in nero” in occasioni di fiere internazionali, la piaga della contraffazione dei marchi, dei prodotti e del “made in Italy”, la mancanza di reciprocità sui mercati internazionali, le barriere protezionistiche (dazi) che impediscono la commercializzazione dei gioielli in molte importanti aree di commercio mondiali stanno minando il patrimonio di conoscenze, di manodopera e di creatività non solo del comparto orafo-argentiero-gioielliero italiano ma di tutto il manifatturiero “made in Italy”.
L’industria Orafa Italiana è in crisi da diversi anni con cali annui del 20% mentre quella dei paesi “emergenti” (Cina, India, Thailandia, ecc. ) cresce ogni anno del 15-20%.
Come è possibile?
La spiegazione è semplice.
La libera circolazione delle merci a livello mondiale non esiste o esiste solo in modo unidirezionale.
“La non reciprocità - prosegue Zucchi - sta generando per l’industria italiana, già penalizzata da lacci e lacciuoli, l’impossibilità pratica di esportare nei principali paesi mondiali (Cina, India, Russia, Sud America, ecc. ) o di esportare a pari condizioni (es. USA), mentre i produttori di questi paesi vengono invitati in Italia e viene offerta loro l’opportunità di esporre anche nelle fiere spesso a condizioni migliori rispetto agli italiani. In questo modo si continuano ad accreditare e a omologare competitor che già godono di situazioni di partenza inavvicinabili per le nostre imprese. Alla fine delle fiere ritornano nei loro paesi con ordini e ringraziano l’Italia della grande opportunità che viene concessa loro.”
La Federorafi da anni ha inoltrato istanze, ha sensibilizzato il mondo politico e ha denunciato queste inaccettabili condizioni di privilegio.
Se entro brevissimo termine non verranno affrontati e risolti questi punti il settore gioielliero è destinato all’estinzione come molti altri del comparto manifatturiero.
I nostri governanti e l’Unione europea devono agire in fretta e con determinazione, altrimenti si rischia di portare tutto il sistema del manifatturiero al default con la creazione di milioni di disoccupati e con la perdita dell’eccellenza delle nostre manifatture.
“Le azioni repressive - conclude il Presidente - come quelle della Guardia di Finanza del Colonnello Morelli o nei mesi scorsi dei loro colleghi padovani, sono i segnali che il fenomeno della concorrenza sleale è in continua crescita. Gli imprenditori del settore devono essere messi nelle condizioni di operare in un mercato corretto e trasparente, dove gli operatori che si comportano in modo illecito vengano sanzionati e non trovino più ospitalità presso le fiere di settore.”
